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Assemblée

Artista invitato
20.04.2026 - 24.04.2026

Arti visive

Cinema

Curatori di mostre

Letteratura

Mestieri d'arte

Pratiche culinarie

Scultura

Biografia

Cosa raccontano il gesto, il respiro, il canto, la preghiera ripetuti instancabilmente? Cosa trasmettono i nostri riti – di fronte alle politiche della cancellazione, all’ingiustizia, al dolore? «Assemblée» è un evento artistico, politico e comunitario itinerante, la cui tappa inaugurale si è tenuta a Villa Medici nell’aprile 2026, su invito di Camille Lévy Sarfati (borsista 2025-2026). Riunisce artiste, pensatrici e attiviste in un gruppo eterogeneo scelto appositamente per esplorare le interazioni tra rito, arte e politica: un modo per celebrare e mobilitare il potere narrativo, creativo, politico ed emotivo dei riti che ci abitano.

Assemblea si costruisce nel lungo periodo come uno spazio dinamico e organico di apprendimento, condivisione di conoscenze e competenze, riflessione critica e creazione collettiva, orientato verso forme alternative di immaginazione politica. Di fronte alla frammentazione dei nostri mondi e alla violenza estrema che li attraversa, contro la freddezza delle istituzioni culturali e del mercato, questa manifestazione collettiva ibrida, in continua evoluzione, cerca di creare le condizioni per la circolazione (di idee, lotte e solidarietà), l’ospitalità, l’incontro e il dialogo, facendo della polifonia uno strumento fondamentale di resistenza – relazionale, rituale e affettiva (1).

(1) Il concetto di “resistenza affettiva” è tratto da Chowra Makaremi, vedi Résistances affectives. Les politiques de l’attachement face aux politiques de la cruauté (2025)

L’Assemblea n. 1 si è tenuta a Villa Medici di Roma dal 20 al 24 aprile 2026, con un evento aperto al pubblico presso il centro culturale autogestito romano Zalib, che ringraziamo di cuore.

Partner: Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Air France, Istituto francese del Senegal a Dakar, Forum Culturale Austriaco a Roma, Collettivo Nessij, Libreria Zalib

Progetto

Olivia Tapiero è una scrittrice, traduttrice, musicista e performer nata a Tiohtià :ke (Montréal). Vive e lavora a Marsiglia. La sua opera, in continua evoluzione, è caratterizzata da una sensibilità verso il tema della disintegrazione e da una diffidenza nei confronti delle istituzioni e del nazionalismo. È autrice di diversi libri, tra cui Les murs ( Premio Robert-Cliche 2009), Phototaxie ( 2017),  Rien du tout ( 2021, finalista al Premio letterario del Governatore Generale del Canada) e Un carré de poussière ( 2025, Premio Spirale Eva-le-Grand).

Camille Lévy Sarfati è curatrice, autrice ed educatrice con sede a Tunisi, borsista a Villa Medici nel 2025-2026. Il suo lavoro si avvale della scrittura, della curatela, dell’immagine e della contro-cartografia. Si interessa in particolare ai pensieri della diaspora e ai pensieri del ritorno; ai concetti di cancellazione e traccia; al rito come spazio di resistenza nelle pratiche artistiche e militanti dei continenti afro-asiatici e delle loro diaspore.

Myriam Rabah-Konaté è documentarista del suono, ballerina, autrice e traduttrice. Vive a Marsiglia e il suo lavoro si sviluppa in una varietà di contesti geografici e diasporici (Seine-Saint-Denis, Rabat, Londra…). Nei suoi documentari per France Culture — in particolare La Muette, la storia dei ricordi di un quartiere di Drancy e Maryse Condé e la sorellanza. Tra le pagine, i gesti, gli Invisibili — raccoglie voci che si interrogano sulle memorie e sui territori che ci plasmano.

Emily Sarsam è un’artista e ricercatrice che lavora nei campi della composizione sonora, della scrittura creativa, della performance e della scultura. Le sue ricerche si concentrano soprattutto sull’impatto del colonialismo e dell’estrattivismo sulle pratiche comunitarie, sull’agricoltura e sulle cosmologie locali. È particolarmente interessata a come il processo creativo della scrittura narrativa sia influenzato dalla composizione sonora, e viceversa.

Thania Petersen, che vive a Città del Capo, incarna le storie, le spiritualità, i suoni e le culture plurali del mare afro-asiatico. Al centro della sua arte ci sono le sue radici creole afro-asiatiche, il suo impegno nelle tradizioni cerimoniali sufi e il suo legame come discendente diretta di Abdullah ibn Qadi Abdus Salaam — principe indonesiano, erudito e capo della resistenza esiliato a Città del Capo dagli olandesi per essersi opposto al dominio coloniale. Considera l’oceano come un luogo di memoria collettiva, ripercorrendo le rotte ancestrali che convergono verso l’odierna Città del Capo post-apartheid. Ha partecipato alla 61ª Biennale di Venezia (2026), In Minor Keys, curata da Koyo Kouoh.

Nata nel 1990, Emné Nasereddine è una scrittrice. La sua prima raccolta, La Danse du figuier, vincitrice del premio Émile-Nelligan 2021, è stata tradotta in inglese e adattata per l’opera (Bourgie, Museo delle Belle Arti di Montréal). Il suo secondo libro, Je suis l’homme aussi, finalista al premio Leynaud, è uscito a febbraio 2024. Oggi vive a Marsiglia e sta lavorando al suo terzo libro, che esplora il totalitarismo del linguaggio e la materialità del mondo da una prospettiva mistica.

Aziza Gorgi è un’artista che esplora diversi mezzi espressivi attraverso i quali affronta i temi del design, dell’estetica e del gusto nell’ambiente costruito. Crea sculture, ceramiche, affreschi e coreografie. I suoi temi di ricerca spaziano dalla cultura popolare nordafricana alle applicazioni locali della «modernità», del colonialismo e della tradizione. È anche una delle cofondatrici di Broudou, un collettivo di ricerca dedicato al futuro dell’alimentazione in Tunisia, e di Mouhit, una residenza per artisti a Tunisi.

Fatim Soumaré è un’artista visiva, ricercatrice e tessitrice che vive nella regione di Siin (Senegal). Il suo lavoro trae ispirazione dai mestieri tessili tradizionali dell’Africa occidentale, che ha scoperto grazie a sua madre, una tintora tradizionale. Il suo lavoro sottolinea l’importanza di preservare e far evolvere i mestieri d’arte tradizionali in contesti contemporanei, contribuendo così all’ecosistema rurale senegalese. Nel 2021 ha fondato Falé, un collettivo di 200 artigiane, e ha creato un laboratorio dedicato alla ricerca sul cotone, di cui esamina la trasformazione come lente attraverso cui osservare le società moderne.

Diaty Diallo è scrittrice e artista: legge, recita e canta i suoi testi poetici e politici. Attraverso romanzi, poesie, cronache e opere teatrali, si interessa alle radici e ai meccanismi delle forme di dominio, cercando così di analizzare gli effetti delle violenze sistemiche, anche nelle loro forme più comuni, sui corpi e nelle menti di chi ne è vittima. Nel 2022 ha pubblicato il suo primo romanzo, Deux secondes d’air qui brûle (Seuil), finalista al Premio Médicis. È stata borsista a Villa Medici a Roma nel 2025-2026.

Naeima Yaqoub (Libia, 1998) è un’attivista contro il razzismo e per i diritti dei rifugiati. È cofondatrice di Refugees in Libya, un’organizzazione nata nel 2021 dopo una protesta durata 100 giorni per chiedere parità di trattamento, dignità e giustizia. Vittima di violenze razziste sistematiche nel paese in cui è cresciuta, ha tentato più volte di scappare, senza successo, prima di essere reinsediata in Svezia, dove continua a lottare senza sosta per i diritti dei rifugiati. Lì porta avanti iniziative sociali per sostenere la comunità e viaggia in tutta Europa per far sentire la voce dei rifugiati in Libia e per chiedere a gran voce la loro evacuazione, giustizia e protezione.

Thu-Van Tran (Vietnam, 1979) vive e lavora a Parigi, in Francia. Negli ultimi vent’anni ha creato un corpus di opere in cui la dimensione della memoria si manifesta attraverso installazioni scultoree, affreschi monumentali e racconti filmati. La sua pratica si ispira alla letteratura, alla storia e alla natura, concentrando la sua attenzione sul modo in cui i concetti di contaminazione, identità e lingua si sviluppano in questi ambiti. Sta preparando una mostra personale al KINDL di Berlino per il 2026 e al Palais de Tokyo di Parigi per il 2027. È stata borsista a Villa Medici nel 2025-2026.

Figura di spicco della scena hip-hop francese, Bintou Dembélé porta avanti il percorso unico della storia delle culture popolari, incarnando attraverso il suo lavoro creativo un pensiero e una danza “marron”. Nel 2002 fonda Rualité, un’organizzazione che porta avanti i suoi progetti artistici e culturali, un dialogo fecondo tra danza, musica e voce con le arti visive. Da Les Indes Galantes all’Opéra National de Paris, passando per centri d’arte come il Palais de la Porte Dorée, il Centre Pompidou e il Palazzo Grassi, ridefinisce forme di rituale in contrapposizione al suo contesto.

Emily Jacir è un’artista e docente attiva nella regione mediterranea. Il suo lavoro ruota attorno ai temi della trasformazione, della traduzione, della resistenza e dell’esplorazione delle narrazioni storiche taciute. Utilizza una vasta gamma di mezzi espressivi e metodologie, tra cui il cinema, il video, la fotografia, la scultura, l’installazione, la performance e la ricerca archivistica. È attivamente impegnata nell’educazione in Palestina dal 2000 e si dedica con grande passione alla creazione di spazi alternativi per la produzione di conoscenza a livello internazionale. È la fondatrice del Dar Yusuf Nasri Jacir per l’arte e la ricerca a Betlemme, che promuove pratiche pedagogiche e artistiche alternative.

Randa Maroufi mette in discussione e fa dialogare le strutture, sia visibili che invisibili, che plasmano gli spazi sociali in cui viviamo. A cavallo tra fotografia, cinema, installazione e performance, il suo approccio artistico si basa su uno scambio con le persone riprese, e ogni situazione messa in scena è il risultato di un dialogo continuo. La condivisione è il cuore pulsante del suo percorso, della sua estetica e del suo impegno politico. È stata borsista a Villa Medici nel 2025-2026.

Marie-Claire Messouma Manlanbien (1990, Francia) è un’artista visiva che si è laureata all’École nationale supérieure d’art di Parigi-Cergy nel 2016. Le sue opere sono state esposte in mostre personali al Palais de Tokyo (Parigi) nel 2023 e all’Orangerie del Senato (Parigi) nel 2021. Più di recente, le sue opere sono state presentate in mostre collettive al Centre Pompidou Metz e al Centraal Museum (Utrecht). È borsista a Villa Medici nel 2025-2026.

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