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Amandine Gay

Borsista
2026 - 2027

Sceneggiatura

Biografia

Amandine Gay (1984, Francia) si divide tra creazione cinematografica, scrittura e impegno sociale. Regista e produttrice dei documentari Ouvrir la voix (2017) e Une histoire à soi (2021), è anche autrice di diversi saggi tra cui Une poupée en chocolat (La Découverte, 2021). Attivista militante, promotrice in particolare del Mois des Adopté·es, definisce il proprio approccio come quello di una scrittrice politica. Nel 2025, pubblica il suo secondo saggio, Vivre, libre (La Découverte) mentre la sua prima serie documentaria, Ballroom, viene trasmessa su France Télévisions. Nel 2026 è uscita l’edizione italiana del suo primo saggio per le edizioni Fandango.

Progetto

Il suo progetto di residenza è dedicato alla sceneggiatura di un lungometraggio speculativo e di fiction sulla vita di Bakhita, una giovane di origine sudanese, ridotta in schiavitù fin dall’infanzia, che nel 1889 ottiene il diritto di restare in Italia per entrare in convento. Bakhita sarà poi canonizzata nel Duemila, diventando così la prima santa cattolica moderna dell’Africa subsahariana.
Con questo progetto intitolato Servante, Sainte, Femme?, Amandine Gay prosegue la sua riflessione sul concetto di libertà per le donne nere in Europa. Il suo lavoro mira a restituire piena soggettività a questa figura storica, al di là dei ruoli di santa o di serva che le sono stati nel tempo attribuiti.

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