Ricerca
12.01.2007

Informazioni pratiche:
Luogo: Grand Salon
Opera di Franck Bedrossian: “Digital” per contrabbasso, percussioni ed elettronica
Opera di Franck Bedrossian: “Transmission” per fagotto ed elettronica
Opera di Raphaël Cendo: Scratch Data per percussioni ed elettronica
Opera di Giacinto Scelsi: Okanagon per arpa, contrabbasso amplificato e tam-tam
Opera di John Cage: *In a landscape* per arpa sola – Christophe Bredeloup, percussioni – Yann Dubost, contrabbasso – Brice Martin, fagotto – Virginie Tarrête, arpa – Elsa Bristol, tecnico del suono
Giacinto Scelsi è stato una fonte di ispirazione fondamentale per i fondatori dell’Itinéraire trent’anni fa: in controtendenza rispetto alle correnti dominanti dell’epoca, Scelsi affermava: «È la musica che è al servizio del suono e non il contrario! » ” Illustrando questo assioma da allora, L’Itinéraire è diventato un polo di creazione e ricerca che nel corso del tempo si è affermato come punto di riferimento per la musica e la creazione musicale contemporanee.
In quest’ottica, il concerto del 12 gennaio renderà omaggio a due compositori straordinari del XX secolo, John Cage e Giacinto Scelsi, affiancandoli a due giovani compositori, Franck Bedrossian e Raphaël Cendo, che a loro volta si collocano in uno spazio di libertà creativa a beneficio della musica, al servizio del suono! » Jean-Loup Graton.
L’Itinéraire è una delle principali formazioni europee di musica contemporanea. Fondato nel 1973 da Michaël Levinas, Tristan Murail, Hugues Dufourt, Gérad Grisey e Roger Tissier, da allora non ha mai smesso di collaborare con i compositori di oggi. Oggi, grazie a solisti di altissimo livello, l’Itinéraire ha saputo mantenere vivo lo spirito di avventura che ne ha ispirato la nascita e si trova più che mai in prima linea nel panorama della musica contemporanea. Continua instancabilmente a esplorare territori sonori sconosciuti e mette costantemente in discussione le dinamiche della creazione musicale, dalla composizione alle tecniche strumentali, dal palcoscenico al multimedia, contribuendo così alla creazione di un nuovo repertorio.
A cavallo tra la ricerca più all’avanguardia e l’esecuzione del repertorio del XX e XXI secolo, l’Itinéraire è oggi uno dei gruppi più importanti nel panorama della musica contemporanea in Europa.
Christophe Bredeloup, percussioni. Allievo di Michel Cals e Jacques Delécluse, nel 1989 ha vinto il primo premio di percussioni e nel 1991 il primo premio di musica da camera al Conservatorio Nazionale Superiore di Musica (CNSM) di Parigi. Nel 1995 ha superato con successo l’esame di abilitazione all’insegnamento delle percussioni. La sua attività di solista e camerista si divide tra l’interpretazione del repertorio (Bartók, Carter, Xenakis, Leroux) e la prima esecuzione di opere (Calire Schapira, Benjamin de la Fuente). Si esibisce a Radio France, alle Musicales di Lione e al Centre G. Pompidou. Solista dell’Itinéraire, arricchisce la sua esperienza all’interno di altri ensemble di musica contemporanea, come Court-Circuit, 2E2M e l’Ensemble Intercontemporain. Insegna percussioni al Conservatorio Nazionale Regionale (CNR) di Boulogne-Billancourt e lettura a prima vista al CNSM di Parigi.
Yann Dubost, contrabbasso. Yann Dubost si avvicina alla musica studiando violino all’età di 5 anni, per poi iniziare a suonare il contrabbasso a 12 anni. Dopo gli studi al CNR di Grenoble con P. Guaingoin, a 15 anni entra al CNSM di Lione nella classe di B. Cazauran e, nel giugno 2002, nell’Orchestra di Parigi. Si esibisce regolarmente come solista e in formazioni da camera, e ha eseguito in prima assoluta brani per contrabbasso solo di Philippe Barraud e Olivier Roinsoll. Membro dell’Itinéraire dal 2002, partecipa anche ai concerti dell’ensemble Alternance. Da aprile 2003, Yann Dubost fa anche parte del trio Nomad lib’, un gruppo di musica tradizionale dell’Europa centrale. Brice Martin, fagotto Dopo essersi diplomato in composizione al CNR di Bordeaux e poi al CNR di Lille, dove ha vinto all’unanimità la medaglia d’oro in fagotto tedesco, nel 1999 è entrato al CNSM di Parigi. Oggi è compositore iscritto alla SACEM. Suona il fagotto, il controfagotto (sistema Heckel) e il sassofono, e il suo repertorio spazia dalla musica classica a quella contemporanea, dal jazz d’oggi all’improvvisazione generativa e al teatro musicale. Viene regolarmente invitato a suonare con l’Orchestra di Parigi, l’Ensemble Court-Circuit, l’ONBA e la Filarmonica di Radio France.
Virginie Tarrête, arpa. Dopo gli studi al CNSM di Parigi, dove nel 1992 ha vinto il primo premio di arpa e il primo premio di musica da camera, Virginie Tarrête ha poi seguito un corso di perfezionamento alla Staatliche Hochschule für Musik di Friburgo in Brisgovia nella classe di Ursula Holliger. Solista dell’Itinéraire, dedica gran parte della sua attività alla musica contemporanea, il che l’ha portata a collaborare con numerosi compositori come Mark André, Klaus Huber e Michaël Levinas, interpretando al contempo il repertorio antico su strumenti d’epoca. È così che si esibisce con l’Orchestre des Champs-Elysées diretta da Philippe Herreweghe e con l’Orchestre Révolutionnaire et Romantique diretta da John Elliot Gardiner. Insegna arpa al CNR di Besançon.
Franck Bedrossian (nato nel 1971): dopo aver studiato scrittura, orchestrazione e analisi al CNR di Parigi, ha studiato composizione con Allain Gaussin ed è entrato al CNSM di Parigi, nella classe di Gérard Grisey e poi di Marco Stroppa. Nel 2002-2003 ha seguito il corso di composizione e informatica musicale all’IRCAM (Parigi) e le lezioni di Philippe Leroux. Contemporaneamente ha completato la sua formazione con Helmut Lachenmann. Le sue opere vengono eseguite sia in Francia che all’estero da ensemble come L’Itinéraire, 2E2M, Ictus, Cairn, l’Ensemble Intercontemporain e l’Orchestra Nazionale di Lione. Ha ricevuto diverse borse di studio e vinto numerosi premi, tra cui il Premio Pierre Cardin per la Composizione Musicale nel 2005. Attualmente è borsista dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, da aprile 2006 a marzo 2008.
John Cage (1912-1992): compositore americano. Ha studiato pianoforte con F. Ch. Dillon a Los Angeles e con Lazare-Lévy a Parigi, contrappunto con Cowell e composizione con Schönberg all’Università della California. Rifiutando di adottare il dodecafonismo, sviluppò le sue procedure sperimentali. Le sue prime opere per «pianoforte preparato» o per strumenti a percussione risalgono al 1930. Il «pianoforte preparato» è una delle sue tecniche più spettacolari ed efficaci: consiste nel disporre vari oggetti sulle corde del pianoforte, che così alterano il suono ma, spostandosi al variare delle vibrazioni, rendono imprevedibili gli effetti sonori. John Cage si oppose al carattere razionale della composizione musicale europea: secondo lui, che era fortemente ispirato dal pensiero orientale e dalla filosofia Zen, ogni suono è musica e quindi non può essere organizzato secondo strutture precise in opere che sono prodotti «finiti». Il processo di cui non si può prevedere il risultato finale è, come diceva lui all’epoca, fondamentalmente sperimentale in quanto lascia spazio alla dimensione casuale e indeterminata.
Raphaël Cendo (nato nel 1975): dopo aver studiato pianoforte e composizione all’École Normale de Musique (ENM) di Parigi, Raphaël Cendo entra al CNSM di Parigi e segue i corsi di Allain Gaussin, Brian Ferneyhough, Fausto Romitelli e Philippe Manoury. Collabora con l’Ensemble Itinéraire, l’Orchestra Nazionale dell’Île-de-France, l’Ensemble Intercontemporain e il Nouvel Ensemble Moderne, sotto la direzione di Pascal Rophé, Daniel Kawka, Lorraine Vaillancourt e altri. Le sue opere vengono eseguite in diverse manifestazioni come «Lille, Capitale Europea della Cultura», il Festival Radio France di Montpellier e il Festival Voix Nouvelles a Royaumont. Attualmente frequenta il corso annuale di Composizione e Informatica Musicale all’IRCAM. Giacinto Scelsi (1905 – 1988) Giacinto Scelsi ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Roma, seguendo anche corsi di composizione con Giacinto Sallustio. A Ginevra ha collaborato con Egon Koelher, che era un allievo di Scriabin, e nel 1935-1936 ha frequentato a Vienna i corsi di Walter Klein, un allievo di Schoenberg. Nel 1936 compose le sue prime opere dodecafoniche. Fece numerosi viaggi in tutto il mondo, che lo portarono a scoprire il buddismo e il pensiero zen. Verso il 1940, il peggioramento della sua salute mentale lo costrinse a diversi anni di ricovero in ospedale, al termine dei quali rivisitò la sua tecnica, concentrandosi sulla trama del suono a scapito della combinatoria. A quel punto non si definiva più compositore, ma «fattore», un messaggero tra due mondi. Trasferitosi a Roma, entrò a far parte del gruppo Nuova Consonanza, a cui aderivano compositori d’avanguardia. Le sue opere visionarie oggi sono poco conosciute e eseguite; Giacinto Scelsi aveva più di 80 anni quando uscì la sua prima registrazione.