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08.11.2007

Informazioni pratiche:
Luogo: Grand Salon
In occasione del 250° anniversario della morte di Domenico Scarlatti (1685-1757), Enrico Pieranunzi dedicherà al compositore napoletano un concerto straordinario in esclusiva per l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici. Pieranunzi interpreterà numerose sonate con assoluta fedeltà, per poi cogliere i spunti tematici e rivisitarli come punto di partenza delle sue «digressioni» improvvisative, come solo sa fare chi padroneggia alla perfezione un repertorio classico, e non solo jazz. Un incontro, quindi, stravagante solo in apparenza.
Da un lato Domenico Scarlatti, che è stato il più grande improvvisatore al clavicembalo della sua epoca; dall’altro, Enrico Pieranunzi, musicista e compositore di fama internazionale che già l’anno scorso ha improvvisato sulle opere di Mozart durante il concerto ImproMozart.
L’incontro tra Pieranunzi e Scarlatti ha debuttato in Europa l’estate scorsa alla Beethoven House di Bonn, in Germania. Il concerto a Villa Medici è la prima italiana di questo progetto e fa da preludio alla registrazione di un CD per la CamJazz. «Domenico Scarlatti è quindi autore di oltre cinquecento sonate per clavicembalo, ed è così che appare, sovrano, in questo paese azzurro dalle vette solitarie dove rivivono, dopo le scappatelle mondane, gli angeli e gli eroi della musica». Così parlava di Scarlatti e del suo corpus di sonate un famoso storico della musica. Come collegare la musica di Scarlatti a un progetto ideato da un pianista jazz? All’origine di questo progetto c’è un’intuizione sorprendente ma intrigante, secondo cui Domenico Scarlatti sarebbe un autentico jazzista ante litteram.
Che Scarlatti fosse il più straordinario improvvisatore al clavicembalo del suo tempo è risaputo. Ma ben oltre questo, è proprio il carattere stesso delle sonate che ti fa vedere nel compositore napoletano una sorta di precursore di quel formidabile gioco dell’improvvisazione – componente della composizione – che costituisce il senso più profondo e affascinante del jazz. Le sue sonate si basano, infatti, su un equilibrio miracoloso tra spirito di improvvisazione e maestria compositiva. Sono sempre rimasto colpito dall’ineguagliabile fantasia, dalla vitalità e dal calore mediterraneo delle sue sonate. (Enrico Pieranunzi) Nel 1989 e nel 2003 dal referendum “Top Jazz”, organizzato ogni anno dalla rivista «Musica Jazz». Ha anche vinto il “Django d’Or” nel 1997 come miglior musicista europeo, un riconoscimento confermato nel 2005 dal Guinness Festival di Cork, in Irlanda. Si è esibito nei più importanti festival europei e in numerose occasioni negli Stati Uniti.
Nel 2004 ha fatto una tournée in Giappone in trio con Marc Johnson e Joey Baron, da cui è nato il CD “Live in Japan” (CamJazz). Il famoso scrittore e giornalista nordamericano Nat Hentoff ha scritto di lui: «Pieranunzi è un pianista dal lirismo intenso, capace di esprimere una successione di idee e di tracciare linee definite da grande chiarezza e logica interiore; sa suonare con energia e freschezza senza mai perdere la sua vena poetica. La sua musica canta». Ray Spencer, sul «Jazz Journal», ha scritto del suo modo di suonare che «Enrico Pieranunzi infonde nuova linfa al jazz contemporaneo» e Josef Woodard, in un articolo a lui dedicato, pubblicato su «Jazz Times» nel febbraio 2000, ha riassunto così le sue qualità: «remember the name, get lost in the music» (ricordati il suo nome e perditi nella sua musica).