Samuel Gratacap

Residente
01.03.2021 - 31.03.2021

Borsista
2019 - 2020

Residenza Medici

Fotografia

Giornalismo

Biografia

Nato nel 1982 a Pessac (Francia).

Samuel Gratacap è un fotografo che lavora sia nel campo delle arti visive che in quello del fotogiornalismo. Si interessa ai fenomeni migratori e ai luoghi di transito generati dai conflitti contemporanei. I suoi progetti sono il frutto di lunghi periodi di immersione, il tempo necessario per comprendere la complessità delle situazioni e per catturare ciò che, al di là di numeri, flussi, mappe, dati geopolitici e copertura mediatica, si trova al centro di esse: traiettorie ed esperienze personali.

Nel 2012 ha ricevuto una borsa di studio CNAP (fondo di sostegno per la fotografia documentaria contemporanea) e il premio Le Bal-ADAGP per i giovani artisti nel 2013. La sua prima mostra personale, La Chance, si è tenuta presso il CRAC Languedoc-Roussillon di Sète nel 2014. Il suo lavoro di due anni nel campo profughi di Choucha in Tunisia (2012-2014) è stato oggetto di una mostra personale a Le Bal (Parigi) nel 2015 e di una pubblicazione di Filigranes. Nello stesso anno, ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria in occasione degli incontri Plat(t)form al Fotomuseum di Winterthur, oltre a una borsa di lavoro della FNAGP (Fondation nationale des arts graphiques et plastiques) e del fondo di dotazione agnès b. per il progetto Les Naufragé(e)s (Libia), esposto all’Institut du Monde Arabe nell’ambito della Biennale dei fotografi del mondo arabo contemporaneo. Nel 2017 ha vinto il “Prix Arendt du Mois européen de la photographie” in seguito alla sua mostra personale al MUDAM. Nello stesso anno ha esposto Fifty Fifty nell’ambito dei Rencontres d’Arles, una mostra su una Libia dilaniata dalla guerra e dal dramma dei migranti.

Residente per il 2019-2020, fotografo Samuel Gratacap è interessato ai fenomeni migratori e ai luoghi di transito generati dai conflitti contemporanei e colloca il suo lavoro sia nel campo delle arti visive che in quello del fotogiornalismo. Nel 2021 tornerà a Villa Medici per una residenza sul suo progetto Interzones.

Interzones è un progetto in tre parti iniziato durante la residenza di Samuel Gratacap a Villa Medici nel 2019-2020.

L’obiettivo di questa installazione multimediale è quello di riunire un archivio documentario (2007-2019), un film di finzione prodotto nel 2020 dal titolo Un Tipo Strano e un film documentario per il quale Samuel Gratacap ha ricevuto il sostegno della Fondation des Artistes. Il tema di questa installazione è il movimento delle popolazioni esiliate nel Mediterraneo e le aree di passaggio dei migranti tra Italia, Francia, Tunisia e Libia.

Il progetto documentario di Samuel e il suo interesse per questo tema hanno preso forma nel 2007 nel centro di detenzione Canet di Marsiglia. L’archivio documentario ricorre occasionalmente in questo lavoro di installazione: con le riproduzioni fotografiche di documenti ritrovati a Lampedusa nel 2010. Poi, nel 2012, con il recupero di un video amatoriale dal campo di Choucha in Tunisia, che lo ha portato a partire per la Libia nel 2014 per continuare il suo lavoro sulla detenzione e sul traffico di esseri umani in quel paese. Nel 2017, Samuel Gratacap è tornato in Francia e in Italia per occuparsi del movimento di solidarietà nella regione delle Alpi e delle condizioni di vita dei lavoratori immigrati nel sud Italia (Puglia e Calabria).

1a fase_L’archivio documentario
Video e riprese fotografiche prodotte tra il 2007 e il 2019

Pasquale Chiama alla manifestazione dei lavoratori-Baracopoli a San Ferdinando, Calabria © Samuel Gratacap

2a fase_Fiction
Il film Un Tipo Strano (2020)

Amadou è un giovane gambiano che raggiunge l’Italia dopo un lungo viaggio. Dopo aver lavorato nei campi, decide di proseguire il suo viaggio fino a Roma, dove incontra tre italiani della sua stessa età. Si trovavano in una piazza affollata alla fine della giornata. I tre entrano in sintonia e si uniscono a una festa dove ballano tutta la notte. La serata si conclude su una spiaggia mentre sorge l’alba. L’incontro è avvenuto e li porterà ancora più lontano, al confine con le Alpi.

Amadou Juldeh Bah Protagonista del film Un Tipo Strano, 2020 © Samuel Gratacap

Uso e funzione degli archivi
“La funzione degli archivi è quella di lavorare sulla memoria e sul ricordo del protagonista. Il film gli regala una storia, attraverso la presenza di frammenti d’archivio, che mettono in discussione anche il ruolo fondamentale dello spettatore – nell’interpretazione che dà alla storia e nell’alternanza tra finzione e testimonianza reale.
Scegliendo di intrecciare sequenze di finzione e documentarie, voglio offrire allo spettatore una lettura più complessa e incarnata della realtà. Amadou e i giovani romani diventano i messaggeri di una generazione che pensa e immagina in modo diverso. Vanno dove altri non avrebbero fatto il primo passo. Ed è chiaramente la finzione a renderlo possibile. Allo stesso tempo, la realtà del documentario ci informa sempre sulle condizioni del passaggio, della prova e ci riporta alla questione della memoria. Personale e ipotetica per il personaggio immaginario interpretato da Amadou Juldeh Bah. Collettiva e concreta per quanto riguarda lo stato delle rotte migratorie tra Libia, Italia e Francia”.

tempo_Post-fiction (2021)

“Torno in Italia per concludere la terza tappa del progettoInterzonesTornerò in Italia per ultimare la terza fase di Interzones, per ritrovare gli attori del film e riprenderli nella loro vita quotidiana in modi che possano definire, contraddire o affermare i ruoli che ho assegnato loro nella fiction.
La storia parla di questi giovani che non hanno nulla in comune ma vivono nella stessa città.

Amadou Juldeh Bah e Elena Ordonez Valverde, i due protagonisti del film Un Tipo Strano, 2020 © Samuel Gratacap

Il punto di partenza per la prossima fase del progetto sarà quello di interrogare questi giovani sul loro futuro come attori, filmandoli nella loro vita quotidiana. La loro prima esperienza come attori e la mia prima come regista getteranno le basi per un nuovo film che intendo realizzare durante tre soggiorni di 15 giorni a Roma e dintorni. Questo film sarà la terza e ultima parte della mia ricerca sulla fiction e sul documentario, intitolata Interzone. Questo lavoro sarà presentato per la prima volta nel 2022 presso La Banque (Béthune) come parte di una mostra collettiva intitolata À nos élans curata da Léa Bismuth.

Per completare la terza fase del suo progetto, Samuel Gratacap sta lanciando una campagna di campagna di crowdfunding aperta a tutti.

Immagine di copertina: Un Tipo Strano, fotogramma, 2020 © Samuel Gratacap

Post-residenza

Borsa di produzione

pubblicazione

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Tutte le nostre lacrime

In coproduzione con Éditions Cambourakis

2026

Basato sulla morte di una madre schiacciata dall’antifemminismo e dissolta nell’acqua di un fiume, su un testo trovato tra gli effetti personali della defunta e sui ricordi delle esperienze dell’infanzia, questo libro esplora la condizione socio-storica delle donne e delle minoranze di genere che subiscono violenza e vivono con i morti. Con un’intensità travolgente, l’indagine familiare e storica di Clovis Maillet Monory intreccia brillantemente il nostro dolore intimo e collettivo.

Questo libro è stato co-prodotto nell’ambito della borsa di studio di produzione Éditions Cambourakis x La Villa Médicis.

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Borsa di produzione

mostra

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Per errore e a caso

In coproduzione con Maison Salvan

11.03 - 02.05.2026

Nicolas Daubanes mette a confronto due luoghi di creazione su scale molto diverse: Villa Medici, una prestigiosa residenza romana, e la Maison Salvan, una modesta casa di paese diventata un luogo d’arte. In questo modo, l’artista intraprende una conversazione con opere e personaggi storici come Galileo, Ingres, Velázquez e Courbet. Sebbene siano presenti anche alcuni dei suoi lavori precedenti, la mostra riunisce soprattutto opere recenti, frutto della sua continua ricerca.

Questa mostra è co-prodotta nell’ambito della borsa di produzione Maison Salvan x Villa Médicis.

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Borsa di creazione Principe di Monaco – Villa Medici

Il fuoco interiore

2026

Borsista di Villa Medici nel 2024-2025, Nicolas Daubanes è vincitore della prima Borsa di creazione Principe di Monaco – Villa Medici per l’anno 2025. In questo contesto, sviluppa il progetto Le feu intérieur, ispirato all’architettura e alle collezioni della Villa. Opere di artisti legati a Villa Medici, come François-Marius Granet, Camille Corot, Diego Velázquez e le incisioni di Piranèse, vengono rivisitate da Nicolas Daubanes utilizzando la tecnica del fotogramma. L’artista crea immagini in cui la luce diventa materia attraverso la rivelazione fotosensibile di scintille d’acciaio proiettate.

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Borsa di produzione

pubblicazione

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Il grande metodo

In coproduzione con La fabrique éditions

2026

Una famiglia di immigrati algerini parte per seppellire il padre in patria. Durante questo viaggio, disturbato da apparizioni, qualcosa inizia a svelarsi: il segreto del popolo che l’esilio non riesce a far dimenticare.
Il grande metodo è l’ultimo libro di Louisa Yousfi, borsista nel 2024-2025, ed esplora la delicata linea di demarcazione tra il mondo visibile e i mondi invisibili che rimangono nell’ombra e che abitano ancora le menti “occidentali”.

Questo libro è stato co-prodotto nell’ambito della borsa di produzione La fabrique éditions x Villa Medici.

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Borsa di produzione

convegno

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Conservazione dei resti umani

22.01 - 23.01.2026 - Parigi

L’ex borsista Laure Cadot (2023-2024) sta organizzando e partecipando al simposio internazionale “Conservazione dei resti umani” presso il Musée du Quai Branly – Jacques Chirac. L’obiettivo di questi incontri sui nuovi approcci alla conservazione e alla cura dei resti umani nelle istituzioni è quello di evidenziare e discutere le pratiche professionali alla luce delle problematiche contemporanee che riguardano questo patrimonio unico.

Questo simposio è co-prodotto nell’ambito della sovvenzione della Fondazione Louis Roederer.

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Borsa di produzione

mostra

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Une pierre sous la langue

In coproduzione con Frac Franche-Comté

17.10.2025 - 01.03.2026 - Besançon

La mostra Une pierre sous la langue (Una pietra sotto la lingua) fa riferimento a una poesia sahariana che consiglia di mettere una pietra sotto la lingua per dimenticare e di lanciarla verso il sole per ricordare… La mostra riunisce opere realizzate tra il 2021 e il 2024, tra cui due pezzi della collezione Frac, oltre a lavori inediti creati appositamente per l’occasione, in particolare durante il soggiorno dell’artista a Villa Medici.

Questa mostra è co-prodotta nell’ambito della borsa di produzione della Fondazione Louis Roederer.

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Borsa di produzione

mostra

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Ressources: Acte #2

Bienal de São Paulo

In coproduzione con Bienal de São Paulo

06.09.2025 - 11.01.2026 - San Paolo

Concepita sotto forma di pontone, Les Ressources: Acte #2 (2025) è un’installazione monumentale che agisce come una nave che trasporta oggetti trovati come frammenti di legno, corde e taniche, che ricordano tutte le barche che navigano in mare aperto e, per estensione, le attività di pesca.

Questa installazione è co-prodotta come parte della sovvenzione della Fondazione Louis Roederer.

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Progetto !Viva Villa!

mostra

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Yvonne Rainer: A Reader

In coproduzione con Crac Occitanie

11.10.2025 - 15.02.2026 - Sète

La mostra prende il titolo dalla parola inglese “reader”, che si riferisce sia a una pubblicazione contenente una raccolta di testi di un autore sia alla posizione stessa del lettore. Questo formato inedito è stato esteso al contesto di una mostra transdisciplinare: pur avendo l’aspetto di una monografia, questa mostra riunisce una molteplicità di artisti, performer e ricercatori le cui voci risuonano intorno a Yvonne Rainer.

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Borsa di produzione

Tempesta

In coproduzione con Un Éte au Havre, Chevaldeuxtrois

01.06 - 31.08.2025 - Le Havre

Ambientato in zone poco conosciute di Le Havre, Tempesta riecheggia il mito di Prometeo e la storia della distruzione della città. In un tableau che unisce il presente e l’antico, Mali Arun invita i giovani ballerini in un mondo di luci e ombre. Chevaldeuxtrois e Un Été Au Havre presentano, in coproduzione con l’Académie de France à Rome – Villa Médicis, un film di Mali Arun prodotto da Jérémy Forni.

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Borsa di produzione

The Sauce Of All Order

In coproduzione con steirischer herbst

19.09 - 11.11.2025 - Roma

Witting Vitium è la prima mostra personale dell’artista Madison Bycroft. La mostra presenterà il film The Sauce Of All Order (2024), commissionato da steirischer herbst ’24 e co-prodotto con Villa Médicis – Académie de France a Roma. Attraverso una singolare pratica cinematografica, Bycroft esplora temi come l’instabilità della soggettività, le economie di comprensione, la fluidità, gli studi trans* e il linguaggio.

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