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Arthur Côme

Residente
01.01.2026 - 31.01.2027

Residenza Medici Daniel Arasse con l'École française de Rome

Cinema

Biografia

Dottorando e docente di storia del cinema, Arthur Côme si occupa della musicalità delle immagini nel cinema francese degli anni ’20. Ricercatore ospite e poi associato alla Cinémathèque française, è stato inoltre vincitore di una prima borsa di studio Daniel Arasse per un soggiorno di ricerca presso l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici nel 2024. Autore di numerosi saggi scientifici, è stato anche co-direttore editoriale dell’opera di Prosper Hillairet, “Passages du Cinéma“, pubblicata da Paris Experimental, e sta attualmente preparando un saggio su “L’Inhumaine” di Marcel L’Herbier, per Marest Éditeur. Il suo primo cortometraggio in qualità di produttore, “Primus le robot“, è stato selezionato in diversi festival in Europa, in Québec e negli Stati Uniti. Amministratore di Kinétraces, della Cinémathèque universitaire e dell’AFRHC, Arthur Côme è anche critico per la rivista “Positif”. Nel settembre 2026 lancerà un podcast: “Le Septième – des histoires de cinéma”.

Progetto

Residenza 2026

Durante la sua residenza aVilla Medici, Arthur Côme si occuperà dell’introduzione del cinema all’Accademia di Francia a Roma, sulla scia della riforma avviata da Balthus all’inizio degli anni ’70. Attingendo agli archivi di Villa Medici, ai film realizzati e alle interviste con i testimoni dell’epoca, ripercorrerà la genesi della sezione cinematografica, i percorsi dei suoi primi undici residenti e il passaggio dei registi che all’epoca frequentavano quei luoghi, tra cui Federico Fellini. Questa ricerca costituisce la prima tappa di un progetto più ampio, posto sotto l’egida de «La lezione del cinema» di Ricciotto Canudo (1919): una storia del cinema di, per e intorno a Villa Medici.

Residenza 2024

In residente a Villa Medici , Arthur Côme cercherà di convalidare la sua ipotesi secondo cui, se il cinema è la settima arte come sintesi delle altre sei, la musica occupa un posto cardinale in questa gerarchia. La legittimazione artistica del cinema – un processo oggi ampiamente consensuale – sarebbe dovuta in gran parte al contributo della musica in generale e di Ricciotto Canudo in particolare, critico e teorico delle arti, autore della denominazione, cinefilo oltre che amante della musica, e i cui archivi sono conservati a Roma.

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